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Università di Padova

 

ATTIVITÀ' DI RICERCA

anno 1999

SISTEMA SOLARE

Responsabile del gruppo di ricerca in Studi sul Sistema Solare: Prof. Cesare Barbieri
(afferenti: M. Lazzarin, S. Fornasier, S. Casotto)

1 - Il gruppo di ricerca si è notevolmente rafforzato: M. Lazzarin ha vinto il concorso da ricercatore astronomo all'Università di Padova e ha preso servizio dall'1/11/99; S. Fornasier, che si laureò nell'ottobre del 1997 con una tesi sugli asteroidi, ha vinto il concorso da collaboratore tecnico VII livello previsto nel Cofin98 e successivamente ha avuto una borsa triennale di dottorato CISAS; si è laureato il sig. Fabrizio Bernardi con la tesi: Studi di Asteroidi con la WAC di Rosetta.

2 - Vari membri hanno partecipato ai seguenti congressi:

Impact (Torino, giugno 1999); Fifth International Conference on Mars (Pasadena, USA, luglio 1999): ACM (Ithaca, USA, luglio 1999);

3 - Si è organizzato il 31-mo meeting annuale della Division for Planetary Sciences dell'American Astronomical Society (Abano, 10-15 ottobre 1999), con oltre 700 partecipanti; M. Lazzarin è stata chairman di una sessione;

4 - si è composto un libro su "Avvistamenti e Impatti di Corpi Celesti" per conto della Regione del Veneto, disponibile anche in rete all'indirizzo: http://www.pd.astro.it/meteoriti.html

5 - si è partecipato all'organizzazione della Mostra sulla Luna, aperta a Padova dal 1 luglio al 20 ottobre 99

6 - strumentazione acquisita: Workstation PC per analisi dati; software di analisi dati

7 - attività correlate
- è proseguita la costruzione della Wide Angle Camera di Rosetta, con la partecipazione a vari incontri tecnici e scientifici (su fondi ASI)
- S. Fornasier (in collaborazione con C. Pernechele, OA Pd) ha utilizzato un particolare strumento (detto riflettogoniometro) per misure della diffusività (BDRF) nel visibile, che può essere usato per superficie simili a quelle planetarie

8 - si sono trovate le risorse necessarie per trasformare il telescopio Schmidt di Asiago da utilizzo fotografico a utilizzo CCD, in modo da renderlo efficiente nella scoperta e follow-up di asteroidi, NEA e NEO, mediante un accordo con l'Osservatorio Astronomico e il DLR di Berlino. Il lavori sono iniziati e si concluderanno entro il 2000.

9 - si è costruita una pagina web illustrante le attività del gruppo: http://planet.pd.astro.it/planets/

10 - si è iniziata l'organizzazione della conferenza internazionale Earth-Moon Relationships che si terrà a Padova dall'8 al 10 novembre 2000, vedi pagina web: http://planet.pd.astro.it/planets/earth-moon/

Nel seguento vengono esposte le principali linee di ricerca suddivise per partecipante al gruppo, anche se in molte di questa la partecipazione è stata pressoché di tutti.

- C. Barbieri: partecipazione ai lavori scientifici su Na Lunare e su asteroidi; scrittura opuscolo per Regione Veneto; ha ottenuto con il TNG i primi dati speckle di asteroidi per la determinazione dei diametri di asteroidi: un confronto con quelli ottenuti con lo Space Telescope ha mostrato la validità della tecnica utilizzata (in collaborazione con Bernardi, Cremonese, Fornasier, Lazzarin). Ha proseguito il coordinamento dei lavori WAC per OSIRIS/ROSETTA; ha curato una edizione particolare del Sidereus Nuncius per il DPS99

- S. Casotto. Prima fase della costruzione di un simulatore di forma e potenziale gravitazionale di corpi solidi irregolari di densità costante. A questo scopo è stato adottato sia il formalismo per la generazione su base statistica di corpi gaussiani, sia la definizione di forme descritte da funzioni relativamente semplici in coordinate sferiche, al fine di:
1. calcolare orbite della sonda durante un flyby del corpo o nella fase successiva in cui la sonda vi orbita intorno
2. simulare immagini di tale corpo durante il flyby o nell'orbita legata,
3. simularne la rotazione ed i suoi effetti sull'orbita della sonda,
4. simulare osservazioni ottiche e radio(=distanza) nella fase di orbita legata per ricavarne il campo gravitazionale.
Conclusa questa fase passeremo all'integrazione dell'orbita di una sonda nel campo gravitazionale sintetico, all'estensione non-gravitazionale del campo di forze del corpo per simulare un nucleo cometario ed alla generazione di immagini del corpo medesimo.

- G. Cremonese: Buoni risultati sull'asteroide Elst-Pizarro che nel 1996 ha mostrato una coda di polvere. Atmosfera di sodio della Luna. Collaborazione con W.Huebner, D.Boice, H.Rauer sull'analisi degli spettri ad alta risoluzione della chioma e di polvere della Hale-Bopp relativi alle emissioni del sodio. Analisi delle molecole contenenti sodio osservate nel mezzo interstellare e su altri corpi del Sistema Solare. Modello idrodinamico della chioma della cometa per spiegare la distribuzione di velocitá degli atomi di sodio e le possibili sorgenti. In collaborazione con G.Carraro, M.Maris e M.Fulle ha iniziato ad analizzare le immagini ottenute al TNG e all'NTT dei due satelliti irregolari di Urano, Sycorax e Caliban. Ha iniziato l'analisi dell'anticoda di polvere della cometa Lee in collaborazione con M.Fulle e con gli astrofili A.Milani e L.Sannino.

- M. Lazzarin e S. Fornasier: Ricerca di materiale proveniente da processi di alterazione acquosa sulle superficie di asteroidi della fascia principale (2.2-3.8 UA). I dati spettroscopici utilizzati (finora circa 80 oggetti investigati) sono stati acquisiti presso l'Osservatorio di Asiago (1.80 m) e di ESO-La Silla (1.5m). Un terzo proposal ESO è stato eseguito con successo nel mese di novembre 1999 (circa 30 spettri). Più del 60% degli oggetti investigati hanno mostrato la presenza dei suddetti materiali. Il confronto tra la composizione superficiale di asteroidi che presentano alterazione acquosa e le meteoriti condriti carbonacee di tipo CM2 per determinare l'origine delle meteoriti ha mostrato la compatibilità tra i due tipi di oggetti, in particolare con la condrite LEW90500, con differenze inferiori al 3%. Studio da Terra di candidati di missioni spaziali: è stata effettuata una indagine di tipo spettroscopico e fotometrico dell'asteroide 4979 Otawara, il primo dei due asteroidi che verranno incontrati dalla sonda Rosetta, determinandone il tipo tassonomico ed il periodo di rotazione, e di 9969 Braille, oggetto incontrato dalla Deep Space 1 il 29 luglio 1999. Il tipo tassonomico identificato è stato confermato dai dati spaziali.

- M. Lazzarin: Studio della composizione superficiale di Centauri ed Edgeworth Kuiper Belt Objects: è stata effettuata una indagine spettroscopica e fotometrica utilizzando il 3.6m l'NTT e il VLT. Il risultato principale è stata la determinazione di una differente composizione superficiale degli oggetti la cui origine è ancora sconosciuta. La medesima differenza è stata riscontrata tra i Centauri e i trans nettuniani, possibile prova che i Centauri siano oggetti in transito dalla Kuiper Belt al sistema planetario interno.

ASTROFISICA STELLARE

Studio della Popolazione Stellare Vecchia nella Galassia

Studio della popolazione stellare vecchia della nostra Galassia, con particolare riferimento agli ammassi globulari (AG) ed al Bulge galattico, alla comprensione della loro origine e della loro evoluzione.
Lo studio degli AG è stato principalmente di carattere osservativo e si è avvalso di dati già raccolti o in fase di acquisizione sia con telescopi a terra che con telescopi nello spazio (principalmente HST). È noto che l'evoluzione dinamica interna ed esternamente indotta (interazione con Galassia) degli ammassi globulari può alterare non solo la popolazione stellare che li compone (stripping globulari mareale), ma avere anche effetti sull'evoluzione delle singole stelle. Solo un attento esame di questi effetti può permettere di risalire alla popolazione stellare iniziale e chiarire le condizioni fisiche del mezzo da cui sono formati. Allo studio della popolazione di AG si è affiancato, con scopi analoghi, lo studio della composizione chimica, delle abbondanze relative (ed in particolare di O e Fe) delle stelle vecchie della Galassia, che risulta essere uno degli strumenti fondamentali per studiare i meccanismi di formazione ed evoluzione delle galassie.

La ricerca si è scolta su 5 filoni distinti:

  • Ammassi stellari e popolazione nel bulge galattico, con lo studio con dati nel visuale e nel vicino IR allo scopo di determinare la metallicità e l'età e confrontarle con quelle degli ammassi di alone.
  • Ammassi Globulari nell'alone esterno, per determinare i parametri morfologici, l'età, la composizione chimica, i rapporti di abbondanza e le caratteristiche della loro popolazione stellare, con particolare riferimento al problema del secondo parametro.
  • Funzione di luminosità e di massa di stelle in ammassi globulari, con uno studio accurato della funzione di massa attuale degli ammassi globulari, delle sue caratteristiche che in funzione della posizione dell'ammasso nel potenziale galattico e del suo contenuto metallico da cui sono state tratte informazioni sulla funzione di massa iniziale.
  • Popolazioni stellari in ammassi Post-Core-Collapse. È ormai accettato comunemente che l'alta densità nella fase di collasso e post-collasso del core degli ammassi globulari genera dei fenomeni che possono alterare l'evoluzione delle stelle ivi presenti. Questi fenomeni sono stati evidenziati tramite lo studio dei gradienti di popolazione con dati nel visuale e nel vicino IR.
  • Contenuto metallico e rapporti di abbondanza in stelle vecchie. Sono state estese le osservazioni sia spettroscopiche che fotometriche, finalizzate allo studio delle abbondanze, a campioni di maggiori dimensioni, scelti sia nella direzione del centro galattico che in quella dell'anticentro.

Nel corso del 1999 sono state approfondite le tematiche, già in corso di studio sulla popolazione stellare del Bulge galattico. In particolare è stata ampliata la survey di ammassi stellari proiettati in direzione del bulge, da 5 a 10 gradi dal centro galattico utilizzando dati raccolti col telescopio danese dell'ESO a La Silla. È stata inoltre completata l'analisi degli spettri ad alta risoluzione di un campione di stelle nell'ammasso di bulge NGC 6553 e dei dati WFPC2 dell'ammasso Terzan 1 proiettato in prossimità del centro galattico nel quale, per la prima volta, è stato rilevato l'effetto di secondo parametro nel bulge galattico. Le analisi hanno portato a nuove determinazioni di distanze, reddening, metallicità per undici ammassi stellari, confermano la prevalenza di ammassi globulari ricchi di metalli verso il centro del bulge. I dati spettroscopici in NGC 6553 hanno dato risultati inattesi. Benchè sia stata confermata la metallicità globale vicina al valore solare, gli elementi alfa risultano sovrabbondanti rispetto al ferro se confrontati con i rapporti delle stelle di disco. Questo risultato implicherebbe un arricchimento iniziale dominato da supernovae di tipo II. Ulteriori dati verranno raccolti con VLT, nel corso del 2.000, per confermare questa peculiarità.

  1. Nell'ambito del progetto sullo studio delle conseguenze dell'interazione dinamica delle stelle nei cores degli ammassi globulari sulla loro evoluzione in fase di post-sequenza principale sono stati ridotti i dati HST per 36 ammassi. Questo data base è stato usato per una serie di lavori (pubblicati su riviste con referee) tra i quali:
    1. studio delle proprietà delle code di ramo orizzontale estese;
    2. studio dei tempi evolutivi fuori sequenza principale;
    3. studio delle proprietà dell'RGB-bump;
    4. determinazione del contenuto di elio in ammassi globulari.
  2. Nell'ambito del progetto 1), si è iniziato uno studio completo, con copertura a grande campo in 4 bande fotometriche dell'ammasso globulare NGC2808.
  3. Sempre nell'ambito del progetto di cui al punto 1), si è completato lo studio della rotazione delle stelle di ramo orizzontale esteso nell'ammasso M13.
  4. Si è completata la riduzione dei dati relativi a 52 ammassi osservati con telescopi da terra nell'ambito del progetto per la determinazione dell'età relativa degli ammassi globulari. I dati sono stati tutti pubblicati.
  5. Si è completato lo studio dell'età relativa degli ammassi globulari, trovando che la dispersione di età è molto piccola.
  6. Sempre usando il data base di cui al punto 3, sono stati calibrati alcuni parametri morfologici del diagramma cm in funzione del contenuto metallico degli ammassi globulari.
  7. Si è iniziato lo studio dell'ammasso aperto NGC~4815.

Supernovae

1. Si è continuato l'aggiornamento dell' "Asiago Supernova Catalogue" pubblicandone una seconda edizione contenente dati su 1447 Supernovae e loro galassie parenti. Rispetto alla precedente versione, del 1989, si sono riportate le posizioni accurate di ogni oggetto ed il codice del tipo morfologico della galassia parente per facilitare l'uso statistico dei dati. Il Catalogo è mantenuto costantemente aggiornato ed accessibile in Rete.

2. È continuata la collaborazione per la riduzione di dati di ammassi aperti osservati al SAAO (NGC 6204, NGC 6604). Di quest'ultimo si è completato lo studio fotometrico BVI e spettroscopico migliorando i dati concernenti la distanza, l'assorbimento e l'età. Le osservazioni di velocità radiale di alcuni membri fisici confermano il modello cinematico vigente di rotazione galattica.

Teoria dell'evoluzione stellare

È proseguito l'aggiornamento continuo della fisica di base (opacità radiative del plasma, sorgenti di energia nucleare, eq. di stato etc..) necessità per la costruzione di modelli stellari; inoltre sono state approfondite due tematiche particolarmente importanti ed ancora molto incerte. La prima riguarda la perdita di massa per vento stellare e i suoi effetti sull'evoluzione principalmente delle stelle di grande massa, mentre per quanto riguarda la seconda è stata studiata la possibilità di modellare il mescolamento convettivo in regioni turbolente come un processo diffusivo che si può estendere al di fuori della regione di effettiva instabilità. Per quanto riguarda le stelle di massa piccola ed intermedia è stata studiata la fase finale di bruciamento in doppia shell lungo il ramo Asintotico (AGB) fino alla formazione della nana bianca. Questa fase è stata calcolata esattamente allo scopo di fornire da un lato una calibrazione sicura della relazione luminosità - età - metallicità per le stelle di AGB e dell'altro per il calcolo corretto dei prodotti della nucleosintesi finale (dredge-up del carbonio, bruciamento nucleare alla base dell'inviluppo, processi s). Dalla ricca griglia di modelli stellari sono stati aggiornati gli yields chimici in dipendenza della metallicità iniziale delle stelle ed inoltre abbiamo incorporato nel codice numerico di evoluzione chimica il feedback dell'energetica legata al processo di formazione stellare sul processo di formazione stellare stesso. L'obiettivo finale del progetto è quello di arrivare all'introduzione dell'aspetto dinamico. A partire dai modelli di evoluzione chimica vengon generati modelli spettrofotometrici di galassie per interpretarne le proprietà fotometriche attuali e al variare del redshift.

Variabili cataclismiche

L'accrescimento di materia da parte dell'oggetto collassato nelle variabili cataclismiche e le modalità con cui avviene tale processo sono alla base della vasta fenomenologia osservata nelle varie sottoclassi. Esiste pertanto un problema generale di poter interpretare I diversi comportamenti osservati secondo un unico schema evolutivo.

Il programma di ricerca si è articolato come segue:
Studio di oggetti selezionati che presentano significativi parallelismi fenomenologici con altri tipi di variabili cataclismiche. Finora tale studio aveva interessato principalmente le old novae CP Pup e GK Per e la nova ricorrente T Pyx.
Studio del comportamento a lungo termine di Variabili Cataclismiche allo scopo di individuare eventuali trends evolutivi e anche per lo studio di cicli di tipo solare nelle componenti secondarie.
Proseguimento della costruzione di modelli evolutivi di Binarie Cataclismiche. I primi risultati di questo studio sono stati pubblicati e hanno mostrato che l'applicazione del modello di dinamo solare alla secondaria delle binarie strette è in grado di giustificare il frenamento magnetico necessari a produrre I mass tra nsfer rate osservati. Tale modello, inoltre, riproduce accuratamente la statistica delle varie sottoclassi di cataclismiche osservate nei dintorni dei "period-gap" (tra le 2-3h di periodo orbitale).
Ricerca sistematica degli elementi orbitali di dwarf novae deboli e poco studiate osservate spettroscopicamente non appena entrano nella fase di outburst.
Survey spettroscopica a bassissima dispersione di Variabili Cataclismiche allo stato quiescente, specialmente di quelle particolarmente deboli mai osservate prima.
Osservazioni IUE di Variabili Cataclismiche allo scopo di analizzare le modalità del processo di accrescimento in prossimità della nana bianca. Tale studio si è basato anche sulle analisi del materiale IUE di archivio. Si intende continuare lo studio del fenomeno oscillatorio nelle novae durante il declino dalla fase esplosiva.
Studio delle controparti ottiche di "X-Ray transients".

MEZZO INTERSTELLARE

Classificazione delle curve di estinzione UV utilizzando un catalogo di 1415 oggetti le cui curve sono state ottenute dai dati fotometrici UV del satellite ANS. Lo scopo del lavoro è quello di focalizzare il comportamento delle curve che si discostano dalla curva standard del mezzo interstellare diffuso e che prevalentemente sono legate a linee di vista che attraversano ambienti densi (nubi molecolari) in assenza e in presenza di stelle giovani massicce. Lo studio della correlazione tra l'estinzione in tali condizioni e le proprietà fisiche ambientali fornisce indicazioni importanti sulla evoluzione dei grani.

Studio dell'estinzione intrinseca in galassie starburst allo scopo di consentire confronti più corretti tra osservazioni e modelli spettrofotometrici.

ASTROFISICA GALATTICA E EXTRAGALATTICA

Studio delle proprietà spettroscopiche e fotometriche delle galassie early-type.

M. D'Onofrio in collaborazione con G. Fasano e D. Bettoni ha lavorato alla riduzione fotometrica di galassie early-type di diversi clusters a redshift intermedi (z=0.3), determinando le magnitudini, i colori ed i raggi effettivi delle galassie del campione e la relazione mue - Re. I dati indicano che la relazione è bimodale, come aveva suggerito anni addietro un lavoro in collaborazione con M. Capaccioli su galassie del Virgo cluster. L'esistenza di due famiglie di galassie early-type è molto importante per lo studio dell'evoluzione delle strutture dell'universo.

Un secondo lavoro di M. D'Onofrio in collaborazione con G. Busarello e P. Merluzzi, dell'Osservatorio di Capodimonte, ha analizzato i dati HST per il cluster AC118 (z=0.3), e si sono determinati i raggi effettivi e le luminosità totali. Per questo cluster, avendo a disposizione anche i dati spettroscopici, si potranno determinare il Piano Fondamentale e studiare l'evoluzione delle galassie con il redshift.

Infine è in corso di pubblicazione il lavoro di M. D'Onofrio in collaborazione con E. Iodice e M. Capaccioli sulla modellizzazione 2D della brillanza superficiale delle galassie early-type di Virgo e Fornace.

Formazione e struttura delle galassie a disco

  • Ricerca e studio di strutture cinematicamente disaccopiate nelle galassie a spirale, con particolare riferimento al caso di bulge disposti ortogonalmente al disco.
  • Ricerca di buchi neri ipermassicci al centro delle galassie.
  • Studio della struttura delle galassie a disco di tipo So ed Sa al fine di quantificare la frazione di materia oscura presente entro il raggio ottico e determinare la presenza di gas ionizzato contenuto dalla pressione dinamica nella regione del bulge.

Popolazioni stellari nell'ultravioletto

Primo studio, per mezzo di dati HST, di un ammasso a redshift intermedio (abell 851 a z= 0.4) che ha permesso di fissare deo limiti sia nell'entità dei processi di formazione stellare, sia nel livello di emissione UV della popolazione evoluta a un'epoca di circa 5 miliardi di anni fa.

Dinamica delle galassie

Secco e collaboratori hanno evidenziato la presenza di una scala di lunghezza indotta dalla componente oscura sulla materia barionica, mediante l'uso del teorema del viriale tensore esteso a due componenti.
Si tratta di una dimensione tipica della struttura barionica che minimizza il "viriale" delle forze che su di essa agiscono, quando la componente luminosa è completamente immersa in un'altra componente di materia oscura.
L'esistenza di tale lunghezza di scala è stata provata, inizialmente, per una sequenza quasi-statica di configurazioni virializzate, definita per un sistema doppio fatto da uno sferoide omogeneo che si contrae, conservando il momento angolare, entro un'altro, pure omogeneo, che rimane congelato. Per sondare quanto la presenza di tale lunghezza dipenda dalle distribuzioni di materia sia visibile che oscura, sono stati, poi, considerati i termini tensoriali sia dell'energia potenziale self che quello dell'energia potenziale di marea nel caso di due sferoidi omotetici con distribuzioni di massa a strati simili, caratterizzate da due power-law density distributions,troncate e dotate di piccolo core omogeneo centrale, per evitare divergenze.
Solo per particolari distribuzioni della massa oscura, la lunghezza di scala sparisce. In generale è presente e, a nostro avviso, caratterizza la dimensione tipica della componente visibile delle galassie sia early- che late- type.
Sempre con modelli analitici di questo tipo, in collaborazione con il Dr.R.Caimmi, siamo poi passati a considerare una problematica tipica delle galassie ellittiche: quella del loro schiacciamento. Tenendo in considerazione l'effetto mareale di un alone oscuro sulla componente visibile di una galassia, dotata di basso momento angolare,- effetto dovuto alla interazione gravitazionale fra i due sottosistemi,- abbiamo trovato, per galassie di questi tipi morfologici, una nuova relazione fra il loro schiacciamento, l'anisotropia nel tensore delle velocità peculiari, la velocità sistematica e quella peculiare, osservate lungo la linea di vista e mediate sulla massa. Le curve sono state estese a varie epoche di evoluzione di dette galassie.
Anche se il modello iniziale è piuttosto grossolano dal punto di vista della descrizione dettagliata delle strutture osservate, la sua specificità risiede nella capacità di individuare in modo chiaro il ruolo dei vari parametri fisici coinvolti.

Rilassamento violento di strutture non collisionali (Prof. L. Secco e collaboratori)

Il meccanismo riguarda strutture fatte soprattutto di ingredienti non collisionali, può quindi comparire nelle fasi di formazione di componenti barioniche, per la maggior parte fatte di stelle come le galassie ellittiche, e/o nelle fasi di strutturazione della materia oscura, non barionica, negli aloni delle galassie. Da un punto di vista cosmologico, conservando una visione monolitica (almeno da un certo momento in poi), il meccanismo di rilassamento entrerebbe in gioco non appena una proto-struttura si sgancia dal flusso di Hubble, nella fase di massima espansione, per cominciare a collassare sotto la sua autogravità. In questa visuale, la transizione da questa fase a quella virializzata avviene attraverso rapide oscillazioni della struttura dovute ad una rapida variazione del potenziale gravitazionale. poiché non sono presenti fenomeni dissipativi, essenzialmente legati agli urti, l'energia totale viene conservata, mentre non lo è quella dei singoli componenti. Durante tali oscillazioni si assiste ad una trasformazione di moti dei costituenti, inizialmente coordinati in fasi alterne di collassi e rimbalzi, in moti {random} che danno luogo ad un termine di pressione in grado di rendere possibile la virializzazione della struttura. Il passaggio dal coordinamento allo scoordinamento dei moti d'insieme va sotto il nome di Landau damping. Oltre all' assenza di segregazione di massa nelle ellittiche, che da credito, ancora oggi, all'idea che tali tipi di galassie debbano aver subito tale meccanismo di ridistribuzione di energia con modalità indipendente dalla massa, ci sono altre argomentazioni che chiamano n causa tale tipo di meccanismo, relative, ad es., alla dinamica degli ammassi di galassie ( White, S.D.M., 1996, Herstmonceux Conf. on Gravitational Dynamics, 36, 121 ) o alla fenomenologia connessa con l'accrescimento di materia attorno ad un buco nero Stiavelli, M., 1998, ApJL 495/2, L91).
Utilizzando il codice sviluppato da Carraro G., Lia C. e Chiosi C. ( 1998, MNRAS, 297, 1021), si sono effettuate diverse simulazione di collassi di una struttura monolitica a una componente non collisionale, con alcuni profili di densità iniziali (r ~ 1 / r2). I primi risultati ottenuti, che fanno ben sperare, sono stati presentati al Meeting del Network (Coordinatore Prof.C.Chiosi), tenutosi a Padova il 18-19 maggio, 1999 a Padova.

È stata avviato un nuovo tema di ricerca che consiste nel tentare di spiegare la crescita della complessità durante l'evoluzione cosmologica. Come complessità si deve qui intendere il numero di strutture gravitazionalmente legate; in altre parole il problema consiste nella ricerca del perché l'universo, a partire dall'epoca della "ricombinazione", si debba articolare in modo sempre più vario e differenziato, con una crescita d'informazione in apparente contrasto con il II Principio della Termodinamica. Le prime considerazioni che sono state fatte, riguardanti le strutture su scala galattica e stellare, evidenziano spunti di grande interesse che permettono di porre in luce le profonde connessioni fra l'evoluzione cosmologica e l'evoluzione della Vita.
Si sono cominciate anche ad analizzare le notevoli implicazioni che tali aspetti possono avere su di un piano conoscitivo più elevato di quello strettamente scientifico.

Polar-rings in galassie a disco

È stato sviluppato uno studio di galassie che hanno acquisito materia dall'esterno, ampliando la survey delle galassie con polar rings iniziata ai radiotelescopi SEST di La Silla e Pico Veleta in Spagna. Le osservazioni hanno mostrato che nella maggior parte di queste galassie esiste un eccesso di idrogeno molecolare rispetto alle galassie normali e probabilmente questo eccesso può essere messo in relazione con l'impatto di materia dall'esterno.

Survey cinematica di spirali isolate

È iniziata una ricerca che cerca di comprendere se l'attività nucleare in alcune galassie possa essere una conseguenza di una interazione gravitazionale, oppure se essa si possa generare in maniera indipendente. A tal fine è necessario lo studio sistematico di un grande campione di galassie. Sono state scelte circa un centinaio di galassie spirali isolate che formano un campione statisticamente completo. Queste osservazioni fanno parte di un progetto internazionale (Padova, Parigi, Madrid, Granada, La Silla) che è iniziato dal Marzo 1996 ed è coordinato da M. Moles di Madrid. Verranno analizzate le proprietà globali delle galassie del campione, separate nei vari tipi morfologici, studiandone la frequenza di sotto-strutture (barre, box, anelli...), le popolazioni stellari, le deviazioni dalla simmetria presenti nella dinamica del gas e delle stelle e la distribuzione della polvere.

Studio degli ambienti di galassie con controrotazione

Nell'ambito dello studio del fenomeno della controrotazione del gas e delle stelle nelle galassie è importante la conoscenza degli ambienti che le circondano, poiché essi ci possono dare una indicazione di quando può essere avvenuto il fenomeno di accrescimento o merging che ha dato luogo alla controrotazione. Quindi, in collaborazione con D. Bettoni e F. Prada (UNAM, Messico), è iniziato uno studio delle caratteristiche degli ambienti che circondano queste galassie.

Modelli dinamici e fotometrici di galassie

Sono stati realizzati modelli autoconsistenti di galassie che hanno utilizzato sia i dati fotometrici bidimensionali che quelli dinamici completi (dispersione di velocità, curva di rotazione stellare, asimmetrie presenti). I modelli creati sono tridimensionali e formati da più componenti.

Osservazioni di gas molecolare in galassie con controrotazione

In collaborazione con D. Bettoni e R. Ciri nel 1997 è stato trovato, per la prima volta in una galassia spirale, che il gas presente nel nucleo ruota in senso opposto a quello delle stelle, una chiara indicazione di acquisizione di materiale dall'esterno. A questo primo caso nel 1998 se ne sono in seguito aggiunti altri, rendendo quindi chiaro che i fenomeni di contro-rotazione sono presenti anche in galassie spirali e che quindi l'accrescimento di materia dovrebbe essere indipendente dal tipo morfologico. In seguito osservazioni millimetriche, effettuate quest'anno, con il telescopio di Pico Veleta, in collaborazione con S. Garcia-Burillo e M. Sempere dell'Osservatorio di Madrid, hanno portato alla scoperta che tutto il gas molecolare presente in NGC 3626 controruota rispetto alla componente stellare. Il gas acquisito da una spirale o da una galassia con una non trascurabile presenza di gas è soggetto a frequenti urti con le nubi pre-esistenti, diventando caldo ed evaporando o, in alternativa, essendo raffreddato dalla formazione stellare trasformandosi in H2.

ASTROFISICA DELLE ALTE ENERGIE

Coordinamento di una campagna di surveys a varie lunghezze d'onda infrarosse con l'osservatorio spaziale ISO, incluse surveys ultra-profonde negli Hubble Deep Fields osservati con l'Hubble Space Telescope. Uno sforzo particolare è stato dedicato all'identificazione ottica delle deboli sorgenti ad alto redshifts scoperte con ISO, e alla loro investigazione spettroscopica nel vicino IR con lo spettrografo ISAAC su VLT. Queste osservazioni hanno portato alla scoperta che si tratta di galassie a redshifts tra 0.5 e 1.5 caratterizzate da una fase di attività stellare assai elevata (SFR~100 Mo/&yr o più). E' stato invece escluso che le emissioni siano principalmente dovute ad attività AGN. Tale ricerca continuerà negli anni successivi con nuove campagne osservative, principalmente con telescopi ESO. Studio del fondo cosmico infrarosso (CIRB), determinazioni indirette di flusso da osservazioni spettrali di AGN ad altissima energia, caratterizzazione astrofisica delle sorgenti del fondo. Come detto sopra, le sorgenti deboli IR osservate con ISO e ISAAC, e che originano una grossa frazione del fondo CIRB, sono principalmente starbursts, quindi è all'attività stellare che deve essere ricondotta questa nuova importante componente cosmologica. A questo si collega anche la ricerca effettuata con il satellite italiano SAX di galassie starburst e galassie IRAS ultraluminose nelle bande X, per ricavarne ulteriori e indipendenti vincoli alla fisica delle galassie attive nell' IR. Studio delle proprietà di emissione IR, millimetrica e radio di galassie e quasar. Modellistica dell'emissione fotometrica delle galassie, sintesi di popolazione in galassie ellittiche e S0. Studio della distribuzione delle galassie sferoidali nello spazio-tempo, vincoli ai modelli evolutivi e di formazione. I risultati preliminarmente indicano che tali galassie, ben osservabili con HST sino a z~1.3-1.5, spariscono improvvisamente a z più elevati. E' verosimile che a tali redshift si collochi quindi l'epoca di formazione di tali oggetti. In qualità di membro dell'AWG, A. Franceschini ha in particolare studiato le opportunità di strumentazione medio-IR da collocare nel nuovo telescopio spaziale USA, NGST, costruito in collaborazione con ESA. Un tale strumento, date le caratteristiche di eccezionale dimensione (8m) e bassa emissività di NGST, fornirebbe un mezzo eccezionale per l'investigazione delle proprietà fisiche di fasi attive delle galassie ad ogni redshift.

Una serie di collaborazioni sono attualmente in corso riguardo i Nuclei Galattici Attivi. Si sono osservati con ISO campioni di quasars lontanie galassie di Seyfert sia in fotometria che in spettroscopia infrarossa.

La fotometria nel lontano IR dei quasars permetterà di misurare la massa in polvere, le dimensioni della distribuzione di polveri e la temperatura dei grani, dati tra l'altro rilevanti per derivare le caratteristiche del mezzo interstellare e l'abbondanza in metalli delle galassie ospiti.

Le osservazioni nel medio IR di AGN (sia radio-loud, che radio-quiet, sia di tipo I che II) sia con ISO che con dati ottenuti da terra con i telescopi dell' ESO potranno fornire una informazione non solo sulla strutturazione della polvere circumnucleare, ma anche sulla relazione tra attività nucleare ed attività starburst.

È in corso una collaborazione con ricercatori francesi allo scopo di interpretare dati ad altissima risoluzione spaziale nell'ottico e nel vicino IR su AGN vicini.
Intendiamo analizzare dati SAX già ottenuti ed estendere l'analisi di galassie IRAS iperluminose, per porre in relazione l'emissione IR di polveri con l'assorbimento fotoelettrico nell'X in nuclei attivi e quasars del tipo II.
Prosegue il progetto di osservazione di un grande campione di candidati quasars intorno al Polo Sud Galattico allo scopo di costruire un campione omogeneo su una vasta area, per studiare le proprietà di clustering alle varie epoche cosmiche.

Infine proseguirà lo studio della cinematica e della dinamica delle nubi gassose responsabili della Broad Line Region tramite il fit dei profili di righe con predizioni modellistiche che includono effetti relativistici, con particolare riferimento alle nuove scoperte di righe estremamente allargate (fino a 100.000 Km/s) nella banda X.

Ambiente di AGN selezionati otticamente

Studio dell'ambiente di galassie attive vicine z<0.1 allo scopo di verificare, come già risulta da alcuni indizi (Salvato, Rafanelli 1997), se le regioni circostanti galassie attive sono più ricche di galassie nane rispetto a galassie dello stesso tipo morfologico, ma normali.

Metodi fotometrici per la determinazione del redshift, già in fase di sviluppo nell'ambito del progetto VIRMOS (Cocchia, D'Onofrio, Di Martino, Rafanelli, Rifatto, 1998 in prep.), verranno utilizzati all'uopo. I campioni di galassie attive attorno a cui compiere le suddette ricerche con il WFI sono dati da Rafanelli et al.(1995) e da Salvato, Rafanelli (1997), assieme ai relativi campioni di controllo.

(Collaborazione Dip. PD, OAC, Dip. BO, Oss. BO, Astrophysikalisches Institut Potsdam (AIP), + Max-Planck fuer Extraterrestrische Physik (MPE))

Ambiente di AGN selezionati nel Soft X

Studio dell'ambiente di campioni completi di galassie attive individuati con il metodo dell'Hardness Ratio nel range soft-X (0.2-2 KeV) con osservazioni ROSAT (Hasinger et al. 1996). Ciò permetterà di confrontare le proprietà ambientali di questi AGN con quelle degli AGN selezionati in survey spettroscopiche ottiche, come quelli menzionati al punto 1.

Inoltre potranno essere confermate relazioni fra luminosità X e ambiente (per es. forza dell'interazione) come indicato da Rafanelli et al. (1997), (Collaborazione Dip. PD, OAC, Dip. BO, Oss. BO, AIP).

Cinematica del gas e delle stelle con spettroscopia 3D in AGN vicini

Studio della cinematica del gas e delle stelle in regioni circumnucleari di galassie attive vicine (z<0.1), selezionate su base spettroscopica. Il metodo di indagine, basato su spettroscopia 3D a risoluzione medio alta permetterà di individuare tracce di interazione e di verificare inoltre la presenza di coni di ionizzazione a prova della validità del modello unificato. Dati sono attualmente disponibili e verranno in futuro ottenuti al 6m del SAO. Tempo di osservazione ad ESO è stato assegnato a questo progetto. È in atto una cooperazione con il Mount Strombo and Siding Spring Observatory (MSSO) e tempo di osservazione (7 notti) è stato assegnato al programma al telescopio da 2m. (Collaborazione Dip. PD, OAC, MSSO)